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Leader e coach, nello sport ed in azienda

Convers-azioni fiducia ed emozioni per un team vincente

 

Durante l’evento EEC di giovedì 11 giugno a Bologna, Angelo Lorenzetti, coach del Modena Volley ha iniziato la sua presentazione introducendo un concetto a nostro parere di fondamentale importanza.

Una partita di pallavolo dura mediamente due ore, ed alla fine della partita i giocatori sono completamente stremati; ma se misuriamo il tempo in cui la palla è in gioco ci accorgiamo che è inferiore ai venti minuti, soltanto un sesto del tempo totale.

E cosa avviene durante i cento minuti restanti, quando la palla non è in gioco?

Tolti quei 20 minuti si conversa, si parla di ciò che è successo, e , soprattutto, del futuro.

Più che azioni di pallavolo, se il linguaggio è azione, in campo avvengono convers-azioni.

Siano esse pubbliche o private, il ruolo dell’allenatore, del coach, di un Team Leader, è lavorare alla creazione di un ambiente che favorisca l’apertura di comunicazioni efficaci.

Nelle squadre, come nelle organizzazioni, le conversazioni rivestono un ruolo importante e spesso determinante per il raggiungimento degli obiettivi e del risultato.

In campo, come nelle aziende, non si può giocare da soli. Svolgere al meglio la propria specifica mansione , non garantisce sempre esiti positivi, o meglio, non quelli straordinari. E giocare da soli molte volte risulta limitante.

Per comprendere l’importanza ed il fine che riveste nei team la relazione con l’altro, può di nuovo essere utile la metafora che offre la pallavolo:

“Da solo non riesco a fare tutto; la pallavolo è uno sport di rimbalzo, quindi da solo non posso effettuare le tre fasi: ricevere, alzare, schiacciare. Non è consentito dal regolamento, e difficilmente sarebbe efficace. E pensare allora solo a fare la mia parte senza occuparmi del resto, nella convinzione che tanto l’importante è giocare, non basta e nella pratica non significa nulla in termini di risultato del team”.

Cosa permette allora ad un coach, ad un Team Leader di creare lo spazio affinché le conversazioni e le relazioni tra i componenti del team siano efficaci?

Angelo Lorenzetti su questo ha aperto alcune particolari riflessioni.

Per la creazione di un ambito in cui tutti i membri possano dialogare, è necessaria la fiducia, che si costruisce con il riconoscimento dell’altro, come compagno nel raggiungimento di un risultato, che non necessariamente concorre con le medesime motivazioni, ma è compagno nel fine della squadra.

La distinzione che la EEC propone su questo tema è che la fiducia sia un’ opinione, un giudizio, che si poggia su tre aree: competenza, affidabilità e sincerità. E’ l’insieme delle tre, il loro incontro, che fa sì che io riesca o meno ad aver fiducia nel mio interlocutore e che mi permette di poterla ricostruire agendo su una di esse.

La mia disponibilità a rendermi vulnerabile, favorisce l’incontro con l’altro, la creazione di un clima di fiducia, nel quale lo scambio, la conversazione, può aprire nuove possibilità.

Altro elemento significativo è il lavoro del coach e del Team Leader sulla distinzione tra fatti ed opinioni. Più di quanto ci rendiamo conto, la nostra tendenza è considerare i nostri giudizi come dei fatti, limitando così la possibilità di vedere la situazione da punti di vista diversi e soprattutto il nostro spazio di azione.

Durante la partita, come, più in generale, nei vari contesti in cui ci muoviamo, agiamo sulla base di credenze, modelli mentali spesso radicatesi nel tempo, che poco hanno a che vedere con i dati che abbiamo a disposizione.

Nella pallavolo “Si è sempre fatto così”, “questa battuta è più difficile delle altre poiché avviene dopo un time out”, “ è un giocatore scarso”, “dicono che è inaffidabile”, come in azienda “i venditori non si impegnano”, “la produzione è in ritardo”, la concorrenza ha prodotti migliori dei nostri” sono opinioni che favoriscono conversazioni limitanti, poiché generano emozioni ed ambiti di azione ristretti, che spesso hanno come unico effetto quello di riconfermare l’opinione assorgendola a fatto, e impediscono quindi di apprendere e soprattutto di agire.

Infine, altro aspetto molte volte decisivo, appare la gestione delle emozioni. Passare da un modello centrato sul loro controllo ad uno in cui le stesse diventano strumento utile per innescare cambiamento, è un potente motore per generare responsabilità e potere di azione.

L’evento dell’11 giugno e quanto riassunto in questo articolo, hanno ripreso in parte i contenuti che vengono affrontati nel programma EEC Fondamenta, percorso proposto a chi desidera iniziare la propria carriera come Executive Coach, e anche a chi vuole approfondire strumenti utili per la gestione delle proprie risorse e relazioni.

Fondamenta a Bologna si svolgerà dal 9 al 12 Luglio, mentre un’altra edizione è prevista a Torino dal 23 al 26Luglio

Fondamenta si sviluppa su quattro giornate, 32 ore di formazione, riconosciute ICF ACSTH, e parte dei programmi certificati a livello internazionale come ICF ACTP.

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